Ancora tu? È proprio il caso di dirlo. Il ribaltone notturno della società viola riporta in sella Paolo Vanoli e mette alla porta, almeno nella versione ufficiale, consensualmente Fabio Grosso.
Un fulmine a ciel sereno? Decisamente no. La defenestrazione del tecnico ex Sassuolo era stata chiesta a gran voce dalla curva dopo la terza sconfitta consecutiva ma certo la tempistica è stata sorprendente. Si poteva attendere la sosta, come in molti pensavano? Evidentemente no per la società che in queste prime tre giornate non ha visto traccia del lavoro di Grosso nel non gioco espresso in campo dalla squadra e non ha più ritenuto opportuno attendere.
Torna Paolo Vanoli. Un Vanoli che di testa non se ne era mai veramente andato, come dimostrano loe sue parole in occasione del centenario. Un Vanoli che adesso ha il compito di rimettere assieme velocemente i cocci di un gruppo che, dall’entusiasmo sfrenato dell’estate, rischia seriamente di scivolare rapidamente in una condizione di depressione e malinconia. Di tutto questo rimaniamo spettatori, attoniti, basiti e immalinconiti, quando non irritati.
Buon lavoro Vanoli!
