Il Sudafrica è diventata la prima nazione di rugby a vincere quattro Coppe del mondo di rugby maschile e la seconda, dopo la Nuova Zelanda, a rivendicare titoli consecutivi. Rimangono imbattuti nelle finali della Coppa del mondo di rugby; e sono l’unica squadra in assoluto ad avere la meglio sulla Nuova Zelanda nella partita clou. Lo hanno fatto due volte, ora, nel 1995 e di nuovo nel 2023.

E lo hanno fatto nel modo più duro. Dopo essersi qualificati alla fase a eliminazione diretta in un girone difficile, hanno battuto la Francia per un solo punto nei quarti di finale; poi l’Inghilterra per un solo punto in semifinale; poi hanno resistito, senza reti nel secondo periodo, battendo la Nuova Zelanda 12-11 in finale – tutti i punti sono arrivati ​​nel primo tempo grazie all’infallibile tiro di Handré Pollard.

Nella sconfitta, anche gli All Blacks stabilirono nuovi record, anche se senza dubbio avrebbero scambiato qualcuno di loro con la Coppa.

Il capitano Sam Cane ha ricevuto il primo cartellino rosso, per un contrasto pericoloso su Jesse Kriel al 27′, nella partita decisiva in 10 tornei maschili in 36 anni.

E, quando Beauden Barrett si è tuffato per l’unica meta della partita al 58′ – gli unici punti di una soffocante bagarre del secondo tempo subito dopo che Aaron Smith in pensione aveva escluso un punteggio nello stesso calcio d’angolo per un precedente in-avanti – è diventato il primo giocatore a segnare una meta contro gli Springboks in quattro finali.

Richie Mo’unga sbaglia una trasformazione difficile da esterno. Poi, Jordie Barrett non ha avuto successo con un rigore dalla lunga distanza dopo 74 minuti. Entrambi i punteggi avrebbero portato la Nuova Zelanda in vantaggio. Era quel tipo di partita con margini ridotti.

In partite combattute come questa, dove comandano le difese, non sorprende che Pieter-Steph Du Toit, che ha giocato come se fosse il 2019, venga onorato con il premio Mastercard Player of the Match per la sua colossale prestazione di 28 contrasti.

Inghilterra-Argentina
Sedici punti del capitano Owen Farrell, e i tentativi di Ben Earl e il tallonatore Theo Dan nell’ultima linea hanno visto l’Inghilterra conquistare la finale di bronzo con una vittoria per 26-23 sull’Argentina.

Dato che erano trascorse 24 ore, era giusto – al termine di un incontro frammentario, stop-start, sempre avvincente e all-in in uno Stade de France scivoloso – che il premio Mastercard Player of the Match andasse a Sam Underhill dopo un masterclass difensivo di 24 contrasti.

La squadra di Steve Borthwick è stata la prima a fare i conti con le condizioni. La meta trasformata di Earl e due rigori di Farrell li hanno portati avanti 13-0 nei primi 13 minuti. Ed erano in vantaggio per 16-3 al 35′, prima che l’Argentina iniziasse a mettere insieme alcune fasi.

Tre veloci mete negli otto minuti su entrambi i lati dell’intervallo, tramite Tomás Cubelli e Santiago Carreras per i Los Pumas, prima che il punteggio di Dan a 44 minuti dalla fine, abbia creato le premesse per una mezz’ora finale tesa, mentre l’Argentina ha mantenuto il ritmo del tabellone con Inghilterra, ma non è riuscita a colmare del tutto il divario.

Il sostituto Nicolás Sánchez, eroe delle reti da intercettazione contro il Galles nei quarti di finale, ha avuto la possibilità di pareggiare il punteggio con un rigore a 12 minuti dalla fine di un incontro estenuante. Ma ha sparato a lato e l’Inghilterra ha resistito mentre il tempo scorreva.

La Coppa del mondo di rugby 2023 si è quindi conclusa come era iniziata sette settimane fa, con uno scontro fragoroso e titanico tra due squadre piene di grandi aspettative. Ma alla fine potrebbe essercene solo uno. Ed è proprio il Sud Africa che tra quattro anni andrà in Australia come campione in carica. Fino ad allora…

Il tabellino
Sudafrica-Nuova Zelanda 12-11

Sudafrica: 15 Damian Willemse, 14 Kurt-Lee Arendse, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Cheslin Kolbe, 10 Handré Pollard, 9 Faf de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Bongi Mbonambi, 1 Steven Kitshoff
A disposizione: 16 Deon Fourie, 17 Ox Nche, 18 Trevor Nyakane, 19 Jean Kleyn, 20 RG Snyman, 21 Kwagga Smith, 22 Jasper Wiese, 23 Willie le Roux

Marcatori Sudafrica
Punizioni: Handré Pollard (3′, 13′, 19′, 34′)

Nuova Zelanda: 15 Beauden Barrett, 14 Will Jordan, 13 Rieko Ioane, 12 Jordie Barrett, 11 Mark Telea, 10 Richie Mo’unga, 9 Aaron Smith, 8 Ardie Savea, 7 Sam Cane (c), 6 Shannon Frizell, 5 Scott Barrett, 4 Brodie Retallick, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot
A disposizione: 16 Samisoni Taukei’aho, 17 Tamaiti Williams, 18 Nepo Laulala, 19 Sam Whitelock, 20 Dalton Papali’i, 21 Finlay Christie, 22 Damian McKenzie, 23 Anton Lienert-Brown

Marcatori Nuova Zelanda
Mete: ìBeauden Barrett (59′)
Punizioni: Richie Mo’unga (17′, 38′)

(Ufficio Stampa RWC 2023)