La Juventus di Rita Guarino e Sara Gama alza la prima Super Coppa della sua storia. Per la Fiorentina Women è una fastidiosissima costante quella di essere ancora una volta spettatrici dirette di una vittoria meritata e netta di queste avversarie così complete e compatte ma di fatto non imbattibili.

Effetto tabù. Ecco negli ultimi 12 mesi per le gigliate vincere contro la Juventus è diventata un’impresa praticamente impossibile, una problematica che ovviamente condivide con altri Club ma che alla Fiorentina in particolar modo è costata uno Scudetto, una Coppa Italia e una Super Coppa. La costante che dà da pensare non è tanto legata alle sconfitte ma a come essere sono maturate ossia sempre nel medesimo modo. La Juventus è stata ancora una volta superiore sul piano tecnico, fisico e tattico, ha coperto meglio il campo, ha trovato subito la giusta chiave di lettura della gara anche perché questa Fiorentina era dannatamente troppo “leggibile” e dopo il gol del vantaggio avversario è diventata addirittura imprecisa.

La Juventus è una squadra che gioca molto bene su ritmi alti, un collettivo compatto che impone il proprio gioco con un pressing costante, aggredendo l’avversario nella propria metà campo. E’ difficile pensare quando affronti le bianconere, impossibile pensare di rispondere colpo su colpo soprattutto nei minuti iniziali, pericolosissimo entrare in trincea e sperare di subire il meno possibile. Rita Guarino ha a mio avviso, il grande merito di somigliare molto al suo ex collega bianconero, Massimiliano Allegri: è un tecnico pragmatico, lucido, legge benissimo le partite e anche a gara in corso non sbaglia praticamente niente (vedi l’inserimento di Staskova). Abbassare il ritmo della Juventus e colpirla con le armi nel proprio arco. Anche il Barcellona stesso, una corazzata dal punto di vista tecnico, ha capito le insidie di un’avversaria come la Juventus e l’ha affrontata senza particolari slanci, aspettando il momento giusto per colpire con le sue interpreti migliori.

Se Milan, Roma e Fiorentina non vogliono essere relegate al ruolo di comprimarie, limitandosi a sperare in eventuali inciampi della Juventus un upgrade è necessario: quello di Cesena deve rappresentare quindi un momento di crescita e non solo di mero sconforto. Certo è che con queste premesse “non c’è abbastanza” Alia Guagni che possa far fronte a tutta questa Juventus, è vero, l’assenza di Ilaria Mauro pesa come un macigno ma se l’identità della Juventus non è legata esclusivamente alle singole giocatrici, la Fiorentina, se vuole prendersi il vertice, deve essere in grado di fare lo stesso. E’ uno sport bellissimo il calcio femminile, un ambiente forgiato da valori importanti che però già vede al suo interno i primi scatti verso una dimensione professionistica anche “mentale”: la Juventus per esempio ha iniziato a ragionare in modo “feroce” anche sul femminile. La Fiorentina, forte di un’ottima programmazione e di un progetto importante come è quello del centro sportivo, non perda il passo anche sotto l’aspetto agonistico. 

IL TABELLINO

JUVENTUS WOMEN – FIORENTINA WOMEN’S

Reti: 12′ Girelli, 92′ Staskova

Juventus Women (4-3-3): Giuliani; Hyyrynen, Gama, Sembrant, Boattin; Pedersen, Galli, Rosucci (59′ Maria Alves); Aluko (87′ Staskova), Girelli, Cernoia (77′ Caruso). A disp. Sikora, Panzeri, Bragonzi, Bellucci, Bacic, Tasselli. All. Guarino

Fiorentina (4-4-1-1): Ohrstrom; Guagni, Arnth, Agard, Tortelli (69′ Philtjens); Vigilucci, Adami (46′ Mauro), Parisi, Breitner; Bonetti (54′ De Vanna); Thogersen. A disp. Fedele, Cordia, Mascarello, Ripamonti, Lazaro, Fusini. All. Cincotta