Castrovilli è uno di quei giocatori che sul pallone è capace di lottare e danzare. Ha la grinta del combattente,la velocità di pensiero del regista, la delicatezza di un fantasista e soprattutto è generosissimo nello spendersi per i compagni. In una parola, completo. Ma in questo sabato pomeriggio caldissimo essere un giocatore di ottime prospettive non può bastare: la Juventus nell’ultima sessione di mercato ha costruito il centrocampo dei sogni. Fisico, compatto, rapido, tecnico: soltanto a leggere i nomi c’è da aver un po’ di timore. 

Mai come questa volta Fiorentina – Juventus sembra una partita indirizzata su una strada segnata… la Fiorentina di Montella è un po’ come Gaetano Castrovilli, una squadra giovane, interessante, di grande potenziale ma è assolutamente prematuro pensare di affrontare la Juventus cercando di imporre la propria visione di calcio, per altro ancora piuttosto confusa a tratti.

E poi ci sono quei 40 minuti di calcio perfetto espressi nella gara all’Allianz Stadium contro il Napoli: è vero i bianconeri nel finale hanno pagato l’intensità della prima frazione, ma se queste sono le premesse…. un meccanismo perfetto, un rullo compressore impossibile da arginare, convincente praticamente in tutto, espressione perfetta del calcio ideale del proprio allenatore, assente in panchina ma concretamente rappresentato in campo. 

Ma torniamo alla Fiorentina. Gli altri fanno paura, fanno paura praticamente in tutto e così se non vuoi subire, devi pensare a come muoverti. Serve qualità, esperienza e convinzione. Un nome su tutti: Franck Ribery. RIbery oggi voleva esserci. Dal primo minuto e possibilmente fino al triplice fischio. Voleva esserci alla sua maniera: geograficamente mercuriale, tecnicamente delizioso, tatticamente devastante. Così è stato: eloquente il gesto di stizza avuto dopo il primo (e unico) appoggio sbagliato. Poco importa se è proprio lui a recuperare la palla e se l’errore arriva dopo 70 minuti perfetti. 

Per Montella è un sabato da dentro o fuori: in caso di sconfitta probabilmente la società non lo solleverebbe dall’incarico con effetto immediato, ma che fatica sarebbe stato guardare negli occhi Commisso, arrivato ieri da NY. Pensa alle soluzioni Montella, pensa e cambia: veste la Fiorentina con un nuovo abito, disegna la squadra utilizzando un nuovo sistema. Dal 4-3-3 al 3-5-2, davanti a Dragowski, scelti Milenkovic centrale di destra, Pezzella centrale di destra e Caceres centrale di sinistra. Lirola e Dlabert esterni in linea col centrocampo, una soluzione che ha favorito le loro naturali caratteristiche, più propositive che difensive. Badelj e Pulgar padroni della mediana davanti alla difesa, con Pulgar sicuramente più dinamico rispetto al croato, più bloccato nella sua posizione. A Castrovilli l’onere e l’onore di aver maggior libertà, il centrocampista ha qualità e idee e questo lo porta ad andare spesso a supporto degli attaccanti. 

Impressiona per la personalità Castrovilli, le sue giocate non sono mai banali, il suo cambio di passo ha il crisma del grande giocatore. Un futuro da grande tra i grandissimi: Montella ha infatti scelto Ribery e Chiesa, attaccanti tecnici e veloci che però portano la Fiorentina a rinunciare al centravanti che magari avrebbe dato alla difesa della Juventus maggiori punti di riferimento. I cambi a partita in corso non hanno mutato più di tanto il cliché di partenza, una scelta ragionata che magari ha deluso chi si aspettava una parte di gara con l’inserimento del centravanti (Vlahovic) o magari di un’ ala offensiva (Sottil) al posto di Lirola e Dalbert. 

Tirando le somme dei novanta minuti del Franchi, la Fiorentina è apparsa certamente più fresca e motivata della Juventus, una squadra che a sorpresa ha sofferto in particolar modo il pressing alto e asfissiante portato dai giocatori viola: un dato piuttosto indicativo potrebbe essere quello relativo alle due occasioni da gola, nate proprio dalla pressione di Ribery e Chiesa sui difensori bianconeri.

Fondamentale sarà tornare alla vittoria, rendere l’innegabile crescita maturata nel corso di queste settimane il trampolino di lancio per un futuro radioso e ben lontano dalle prestazioni dagli ultimi 8 mesi. Continuità di prestazione e ritorno ai tre punti: è una strada difficile quella della Fiorentina ma adesso più che mai la risalita sembra possibile: pesantissimo sarà il ruolo dei due attaccanti. Se Pedro si dimostrerà davvero un giocatore che potrà garantire 15 goal stagionale, il progetto gigliato è destinato proiettarsi nella dimensione che un pubblico come questo merita. 

Photo by @Andrea Martini