Il nuovo rinforzo gigliato per la difesa è Martin Caceres: il “jolly” perfetto, in grado di garantire personalità, esperienza e leadership in un reparto giovane ed in parte inesperto ad alti livelli.

Arriva in Viola dopo qualche mese da svincolato, data la conclusione del contratto con la Juventus. Un giocatore esperto, conoscitore assiduo del sapore della vittoria, anche se raramente da grande protagonista.

CARRIERA

Inizia la sua carriera al Defensor Sporting, in Uruguay: dal 2005 al 2007 colleziona 26 presenze e 4 gol. Le ottime prestazioni attirano l’attenzione del Villareal, che nel febbraio 2007 decide di acquistarlo, per poi girarlo immediatamente in prestito secco al Recreativo de Huelva, in modo da permettergli il completamento della maturazione tecnica.

Un prestito importante, che sancisce la grande esplosione mediatica del giocatore: personalità da vendere, precisione negli anticipi e buoni tempi in marcatura. Nel 2008 arriva la chiamata della vita: il Barcellona. Il club catalano paga ben 16.5 milioni per il suo cartellino, ma nel corso della stagione gli regalerà comunque pochissimo spazio. Anche se da comprimario, sarà comunque uno dei protagonisti del gran triplete Blaugrana: Liga, Copa del Rey e Champions League.

L’anno successivo inizia la sua prima avventura bianconera, in prestito dal Barcellona: gioca 15 partite, ma non riesce a convincere la dirigenza bianconera, che non esercita il diritto di riscatto fissato a 12 milioni. Dopo il primo prestito in bianconero, il Barcellona lo gira al Siviglia, dove in 18 mesi disputa 39 partite totali, trovando finalmente la tanto agognata continuità.

Nel gennaio 2012 torna nuovamente a Torino, sempre sponda Juventus, con la formula del prestito con obbligo di riscatto a 8 milioni di euro. Alla Juventus resterà per 4 anni, ma la sua carriera rimarrà estremamente condizionata dei continui infortuni fisici che gli impediranno la definitiva esplosione.

Dopo la fine del contratto coi bianconeri, il difensore uruguaiano tenta l’avventura inglese, col Southampton, fallendo però miserabilmente: una sola partita da titolare e addio a fine stagione. Dopo l’avventura in Premier torna in Italia, all’Hellas Verona: una squadra neopromossa, che finalmente gli permette di giocare con continuità. Arrivato nell’estate 2017, disputa solo 15 partite (con 3 gol segnati), per poi trasferirsi alla Lazio già nel mercato invernale. Con la squadra della capitale gioca in totale 18 partite in un anno complessivo, senza però mai conquistare la fiducia di Inzaghi. Infine arriva la terza (e molto probabilmente ultima) avventura bianconera, dove gioca 9 partite totali da gennaio fino alla fine del campionato.

Da non dimenticare assolutamente la sua gloriosa storia d’amore con la nazionale uruguaiana, grazie anche allo straordinario rapporto creatosi fra Tabarez e tutto il collettivo. Dal 2007 disputa ben 94 presenze in nazionale maggiore, diventando così il nono giocatore con più presenze in assoluto nella nazionale uruguaiana. Con la celeste un oro in Copa América nel 2011,un bronzo nel campionato sudamericano Under-20 nel 2007, e uno straordinario quarto posto nel mondiale sudafricano del 2010.

CARATTERISTICHE TECNICHE

È un difensore centrale, ma può rivestire ogni ruolo del reparto arretrato, sia in una difesa a 3 che in una difesa a 4. Con la Juventus ha disputato anche diverse partite nel ruolo di esterno di centrocampo, con riscontri tutto sommato sufficienti. Dotato di ottimi piedi, sa impostare con classe e attenzione la manovra, mentre la profonda esperienza gli ha permesso di affinare con cura l’abilità in marcatura.

Tutti i suoi compagni lo hanno sempre descritto come un uomo spogliatoio, in grado di saper prendere in mano con polso e coraggio le situazioni complicate: potrà quindi risultare fondamentale per la maturazione mentale dei giovanissimi ed inesperti giocatori Viola.