Rafinha è solo l’ultimo dei nomi accostati alla squadra gigliata. Questa volta sono state le principali testate spagnole a far rimbalzare la notizia che, se confermata, rappresenterebbe una novità importante per il mercato Viola. Un rumours di mercato però da approfondire e analizzare a fondo: fantasticare è facile, molto meno invece evidenziare le difficoltà di un colpo del genere.

I fattori a favore di questo fantomatico colpo sono principalmente due: il primo Mazinho, padre di Rafinha e storico ex della Fiorentina; e la voglia di riscatto di Rafinha, bisognoso di una piazza in grado di darle tutte le condizioni necessarie per riprendersi in mano la sua storia e la sua carriera, che rischia sempre più di perdersi nel nulla.

Le caratteristiche di Rafinha sono ovviamente perfette per l’ideologia tecnico-tattica di Montella: veloce, dotato di una tecnica sublime, rapido nell’inserimento e anche nel fraseggio. Insomma, qualità e peculiarità corrispondenti alla perfezione all’identikit del “centrocampista perfetto” secondo la visione del calcio di Vincenzo Montella. Non solo, oltre ad enormi capacità tecniche, anche la sua straordinaria duttilità lo rende unico: nella sua carriera ha infatti giocato in qualsiasi ruolo in mediana, oltre che da trequartista e da ala destra. Un centrocampista straordinario, e un giocatore capace di regalare il famoso “salto di qualità”.

Una scommessa forse, visto il gravissimo infortunio subìto lo scorso anno (rottura del legamento crociato) che lo ha costretto a concludere anzitempo (il 25 novembre) la stagione: Rafinha è tornato in campo soltanto due giorni fa, nell’amichevole persa dal Barcellona contro il Chelsea di Lampard. Un rischio quindi, che vale però correre: le qualità del centrocampista brasiliano non possono essere messe in discussione, e una piazza calorosa (e pretenziosa) come Firenze non può che essere perfetta per la sua rinascita definitiva.

Per il Barcellona di De Jong, Sergio Busquets e Arthur, il centrocampista brasiliano non rappresenta altro che un classico esubero “da sistemare”, e la cifra richiesta è di “soli” 15 milioni: potrebbe essere davvero un enorme opportunità per la società gigliata.

Nascono qua però i problemi. Il primo riguarda il forte interessamento del Valencia, in ottimi rapporti con la società Blaugrana dopo lo scambio Neto-Cillesen. Da analizzare anche la situazione psico-fisica dell’ex Inter: superare una rottura del legamento crociato è sempre molto complicato, vedi Giuseppe Rossi e Claudio Marchisio, ne vale la pena quindi scommetterci 15 milioni di euro?

Infine lo stipendio, elevato (ma non troppo) per gli standard gigliati. Il giocatore percepisce attualmente poco più di 3 milioni annui dal club Blaugrana: una cifra importante, che la Fiorentina potrebbe però garantirgli, soprattutto col rinnovo di Chiesa. Se infatti arrivasse il rinnovo del “figliol prodigo” sempre a 3 milioni annui, il tetto salariale salirebbe, e il club gigliato sarebbe quindi disposto ad offrire al brasiliano la stessa cifra offerta all’esterno italiano.

Le possibilità quindi ci sono, anche se la strada, visto l’interessamento primario del Valencia, è tutta in salita. Prima però serve un vero e proprio studio costi-benefici: la Viola attuale può permettersi una scommessa da 15 milioni di euro?

 

 

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