La stagione di Lafont è stata, senza alcun dubbio, un continuo Sali e scendi di emozioni e di prestazioni.

Una continua giostra di emozioni contrastanti, tra picchi di elevata qualità e prestazioni pesantemente insufficienti. È estremamente complicato dare un giudizio equo alla sua stagione: semi-positiva considerando che, per il francese, la stagione che oramai volge al termine è la prima vera grande esperienza nel “calcio dei grandi”, negativa se invece analizziamo alcuni errori mastodontici nelle fasi clou della stagione.

Non mancano infatti le grandi prestazioni, le partite in cui Lafont ha evidenziato le sue migliori qualità: impossibile ad esempio non menzionare la sfida contro il Napoli per la ventitreesima giornata di campionato, terminata a reti bianche, in cui l’estremo difensore francese è riuscito a contraddistinguersi per interventi straordinari a livello di reattività e tecnica. Alcuni errori però, pesano come un macigno nel tracciare un bilancio complessivo della stagione. Anche lui ne ha risentito, e col passare delle domeniche ciò è stato sempre più evidente.

La sicurezza, la “spavalderia” con cui si apprestava alle sfide di inizio campionato è infatti scomparsa, e ha lasciato spazio ad un Lafont insicuro, sempre timoroso, anche nelle parate più semplici. L’estremo difensore Viola nell’ultima parte di stagione ha evidenziato soprattutto qualche problema a livello mentale e psicologico: se le caratteristiche tecniche sono indiscutibili infatti, sono alcune prestazioni che risultano complicate da concepire. “Il” Lafont degli ultimi mesi sembra aver perso fiducia nei propri mezzi, un problema non da poco per un estremo difensore. Ciò è evidente dalle parate più semplici, quelle “scolastiche”: il portiere francese non rischia mai la presa infatti, smanaccia spesso in modo impreciso ed è estremamente tentennante nelle uscite alte.

Come detto precedentemente, è un problema che nasce prevalentemente dalla testa. Una testa che forse non è ancora riuscita a controllare al meglio le grandi attenzioni e le grandi aspettative provenienti dalla società e dal popolo Viola. Si tratta comunque della prima stagione in maglia Viola, in un campionato totalmente diverso rispetto a quello francese, sia per modo di giocare che per pressioni. Un elemento da rimarcare ed evidenziare: la prima stagione da titolare in un top-campionato ha da sempre fatto vittime illustri, anche a Firenze. L’ultimo caso è Norberto Neto, pesantemente negativo nella prima stagione da primo portiere in maglia gigliata, vero fuoriclasse nella seconda.

Se il francese è quindi da recuperare a livello psicologico, le qualità rimangono indiscutibili. Lo testimonia il CIES Football Observatory, l’osservatorio calcistico più stimato e apprezzato al mondo. Il sito web francese ha infatti stilato la classifica dei giocatori under 20 con la valutazione di mercato più alta al mondo, e Alban Lafont è stato inserito al sedicesimo posto, secondo solo a Donnarumma nella speciale classifica riguardante esclusivamente gli estremi difensori. Secondo l’osservatorio, il suo valore si aggira infatti sui 28 milioni di euro.

 

Photo by Andrea Martini, Paolo Giuliani